Il 14 dicembre al cinema, un evento singolare vietato(!) ai maggiori di 25 anni. Un pomeriggio per parlare di partecipazione. Il 14 dicembre arriva al Miela Fragole e sangue, un evento speciale che invita, attraverso un film del 1970, a cogliere il senso dell’impegno, del dialogo, della libertà.
L’iniziativa nasce da allieve e da allievi del liceo “Carducci Dante”, e interroga tutta la città. A promuoverla è la Rete degli studenti medi e Unione degli universitari sostenuta da numerose associazioni e realtà culturali. L’obiettivo è tanto semplice quanto ambizioso: riportare al centro la parola partecipazione, oggi più che mai necessaria per costruire comunità, appartenenza, futuro.
Per una volta, i ruoli si invertono: l’ingresso sarà gratuito e vietato ai maggiori di 25 anni, che però potranno entrare, se proprio lo desiderano, pagando un fiorino. Una provocazione simbolica per dire che la città appartiene soprattutto a chi la sta immaginando, a chi ha ancora il coraggio di volere un cambiamento.
Il film scelto, Fragole e sangue (The Strawberry Statement), uscito nel 1970 e ispirato alle prime proteste studentesche americane, racconta una generazione che voleva essere parte del proprio tempo. Quella stessa spinta – opporsi, partecipare, discutere, sognare insieme – è ciò che Fragole e sangue vuole riportare oggi nei luoghi degli incontri, della cultura, della scuola e dell’università.
“Non è solo una proiezione – spiegano gli organizzatori – ma un tentativo di costruire continuità, di dare spazio e senso alla presenza dei giovani nella vita cittadina, nelle scelte, nei luoghi dell’incontro.”
Il pomeriggio del 14 dicembre sarà così un’occasione per incontrarsi, riflettere e parlare di ciò che significa partecipare. Dopo la proiezione, seguirà un confronto aperto tra studenti, docenti e rappresentanti delle associazioni promotrici.
Oltre al tema della partecipazione, l’evento vuole accendere un’altra riflessione urgente: quella sulla crescente visione dell’adolescenza come disagio, malessere da curare, da contenere. Ogni turbamento, ogni incertezza, ogni ribellione rischia di essere trasformato in sintomo, etichettato e trattato come un problema da controllare, reprimere, curare. Fragole e sangue vuole essere anche una risposta a tutto questo: un invito a riconoscere non un disagio da curare, da contenere, da controllare ma una forza vitale da valorizzare, da ascoltare.
Guardare insieme Fragole e sangue oggi può significare tornare a credere e immaginare insieme un futuro diverso, desiderare di cambiare il mondo. Il cinema diventa così un luogo politico e comunitario, dove l’emozione collettiva scioglie le distanze e favorisce l’incontro.
“Partecipare – dicono ancora gli organizzatori – non è solo alzare la mano o votare, è sentire di essere parte, di prendere parte. È il contrario dell’indifferenza. È la cura per una società che rischia di smettere di ascoltare i propri giovani.” L’appuntamento è dunque per il 14 dicembre, con un pomeriggio che vuole restituire la possibilità di guardarsi, riconoscersi e prendere parola.
E forse oggi, nel silenzio rumoroso del nostro tempo, tornare insieme in una sala buia a parlare di futuro è già un atto rivoluzionario.